I cento passi – il film

Buonasera a tutti,

riscrivo dopo tanto tanto tempo, e un po’ me ne dispiace ad esser sincero. Mi è mancato questo blog, mi è mancato di condividire le mie emozioni o le mie conoscenze. Ma, insomma, alla fine, non potevo abbandonare questo blog. 🙂

Volevo scrivere a riguardo di un film, che ormai ho visto un po’ di tempo fa. Un film del 2000 che ha portato alla luce una storia avvenuta tra gli anni ’60 e ’70 in Sicilia, più precisamente a Cinisi: I cento passi.

Questo film parla di Peppino Impastato, un ragazzo che lottò, e per questo morì, contro la mafia. Cento passi erano i passi che separavano casa di Peppino dall’abitazione di Gaetano Badalamenti.

Peppino nasce nel 1948. Cacciato di casa dal padre, di chiaro schieramento mafioso, a soli 17 anni fonda un giornale (L’idea socialista) e a 20, nel 1968 quindi, diventa attivista politico in Nuova Sinistra, conducendo le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’Areoporto di Palermo.

Dopo aver fondato un gruppo che si occupa di organizzare mostre, eventi e cultura in genere, nel 1976 (o 1977, nel film non viene specificato l’anno e le fonti non sono sicure) compie l’atto che gli cambierà la vita. Fonda infatti Radio Aut.

Radio Aut era una radio autogestita e autofinanziata, nella quale Peppino, insieme ai suoi amici, faceva informazione, musica e divertimento, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti. La trasmissione più seguita era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. La trasmissione andava in onda il venerdì sera, e riusciva ad inondare gli ascoltatori di una satira su tutti quei personaggi che conosceva personalmente, senza risparmiare nessuno, e contando sul fatto che aveva sempre notizie freschissime e riservate pronte per essere messe in onda alla sua maniera. Si vede, anche, proprio una scena nel film in cui i capi mafiosi del paese erano adunati intorno ad un tavolo ad ascoltare questa trasmissione.

Si candida alle elezioni politiche nel 1978, ma proprio l’informazione scomoda che faceva costò cara a Peppino, che fu ucciso la notte tra l’8 e il 9 maggio, in piena propaganda elettorale. La morte di Peppino riuscì a passare all’indifferenza perchè, proprio in quelle ore, veniva ritrovato il corpo del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro.

Solo più di vent’anni dopo, grazie al fratello Giovanni e alla madre Felicia Borlotta Impastato, è stata individuata la matrice mafiosa del delitto, e solo grazie al film ne è stata data conoscenza alla gente.

Per il resto, che dire? Un film assolutamente da vedere… 🙂 Ve lo consiglio vivamente!

Ciao ciao, Diego


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Pensieri e parole su “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”

Buonasera a tutti,

ho appena finito di leggere un libro: L’agenda rossa di Paolo Borsellino edito da chiarelettere.

Questo libro narra in maniera cronologica e analitica tutti e 56 giorni dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D’Amelio. Sia dal punto di vista sociale che da quello politico, trasmette sensazioni ed emozioni stupenda nella corsa contro il tempo che il Magistrato Paolo Borsellino compie. Il libro mette in risalto la consapevolezza che il Magistrato aveva capito che “sarebbe toccato a lui”, fin dal primo giorno successivo alla strage di Capaci, che vide coinvolto il collega ed amico Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Questa consapevolezza e maturità lo portarono ad annotare le sue scoperte investigative, frutto soprattutto degli incontri con i pentiti che talvolta si fidavano solo di lui, i suoi dubbi, le sue perplessità sull’effettiva volontà dello Stato a “chiudere il cerchio” contro la mafia, su una agenda di colore rosso.

Questa agenda era, come sempre, dentro la sua borsa, ma è sparita subito dopo l’attentato che gli è costato la vita. Si vede in un video solo l’allora capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli portare via la borsa del Magistrato e, i primi di agosto di quest’anno, la Corte di Cassazione ha dichiarato che non «si può ritenere opera» di Arcangioli, che pure fu «tra i primi ad accorrere sul luogo» dell’attentato, «la sottrazione dall’interno della borsa» dell’agenda: circostanza «del tutto inverosimile se si considera lo spazio di tempo ristrettissimo a sua disposizione e il teatro del fatto in cui era convenuta tutta una folla di operatori di polizia». Quindi questa agenda rossa è sparita.

Fantastica la ricostruzione cronologica degli autori Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza a cui però vorrei dire che, magari, se avessero narrato un po’ di più, probabilmente la lettura sarebbe stata più piacevole. 🙂

Per il resto consiglio a tutti questo libro. Fa capire veramente come la mafia è accanto a noi negli atteggiamenti omertosi, nelle piccole cose e non ce ne rendiamo neanche conto.

Diego

Pensieri e parole su “Papi – Uno scandalo politico”.

Buonasera a tutti,

ho appena finito di leggere il mio ultimo libro: “Papi – Uno scandalo politico“, scritto da Marco Travaglio, Peter Gomez e Marco Lillo.

Conoscevo solo uno degli autori, Marco Travaglio, poichè lo seguivo da tempo su passaparola tutti i lunedì ed ad annozero in televisione quando, per sbaglio, mi ricordavo di avere questo elettrodomestico in casa.

Il libro contiene, senza scendere eccessivamente nella sintesi ed analisi, a questo ci sono decine e decine di sintesi on line e questo blog non ne vuole fare eccessiva pubblicità ma trasmetterne semplicemente le sensazioni, una ricostruzione degli affari privati dell’attuale Presidente del Consiglio, Cav. On. Silvio Berlusconi, dai tempi in cui passava i capodanni con Craxi alle ultime vicende scandalistiche, più note come puttanopoli.

Il libro è di 331 pagine, ma vi assicuro che non ho mai letto un libro così velocemente. Scorre bene, anche se è tecnico e molto nozionistico, poiché le capacità di scrivere per far capire non la si acquisisce, ma le si hanno. E’ un libro molto completo che analizza un argomento per volta scendendo nel particolare fino a dove è necessario e non oltre, a costo di tornarci una seconda volta quando un altro argomento ha dato dei presupposti per continuare su quel filo logico. Così non vengono date informazioni a caso, ma viene fornita una precisa ricostruzione dei fatti che aiuta il lettore a comprendere. Da dire anche che, a lode degli autori, che a supporto di ogni notizia è supportata una documentazione, una sentenza o una prova. Chiaramente queste sono solamente citate, sta al lettore scettico impugnare le dovute cautele e informarsi per contraddire quanto scritto.

Comunque, ripeto quanto detto sopra, non intendo fare pubblicità a questo libro, non mi interessa, ho detto solo cosa pensavo a riguardo. Se gli autori mi hanno fatto contento, non è colpa mia. 🙂

Consiglio questo libro a tutti, se non volete spendere soldi ve lo presto anche io molto volentieri.

Saluti,

Diego

Ci vorrebbero più persone così

Buonasera,

vi scrivo inusualmente di sera, poiché mi sono appena commosso nel vedere un video su facebook che trattava di mafia ed antimafia. Giuseppe Gatì, Dott. Antonino Caponnetto, Giorgio Ambrosoli e immancabilmente Paolo Borsellino (a 17 anni e 1 giorno dalla sua morte nella strage di Via d’Amelio) e Giovanni Falcone.

Vi lascio con alcune frasi di Paolo Borsellino proprio nei giorni che intercorrevano dalla strage di Capaci, dove morì Giovanni Falcone il 23 maggio 1992, e la sua morte il 17 luglio 1992:

  • Siamo uomini morti che camminano.
  • Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.
  • Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio, o si fanno la guerra o si mettono d’accordo (ndr adesso non si stanno facendo la guerra).
  • Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.
  • Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

Saluti,

Diego