Aiuto alle crisi di astinenza da talk show

Buonasera,

Se siete in crisi di astinenza da talk show, potete leggere questo articolo.

“Io non ti ho interroto, fammi finire”
“Finisco di esprimere il concetto”
“La risposta dopo la pubblicità”
“Vediamo il cartello 2”
“Non vi sovrapponete”
“Un attimo e ti faccio rispondere”
“Eh no. Ho diritto alla replica”
“Non ho parlato per niente, vorrei la parola”

E poi si chiedono perché uno non li guarda più

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Coerenza in politica e “questione morale”

In periodi di crisi, si prova a svalutare il valore umano delle persone: ormai ciò è certo. E’ più facile essere tentati da poltrone, soldi facili e incarichi vari.

Stamani sono stato contattato da una persona che mi è amica, al di là del pensiero politico che è MOLTO distante dal mio, per entrare a far parte di una lista elettorale nel Comune in cui ho la residenza (non è Prato, nonostante la mia vita si svolga per la maggior parte li). Ora mi chiedo, aldilà del singolo episodio: ma si informano prima di mettere gente in lista? O si informano solo sul numero di parenti/possibili votanti? Ci manca che fermino per strada: “Ehi tu, moro! Ti vuoi candidare?”.

Neanche lontanamente ho una vicinanza con questa lista, e sono seriamente preoccupato della morale di chi si dovrà occupare della cosa pubblica. Vista la mia lontananza da queste persone è inutile affermare che il rifiuto che gli ho dato è stato scontato e palese.

Sfrutto questo post per dire anche che la mia dignità e le mie idee non sono in vendita per una poltrona da Consigliere Comunale o per 80 euro in busta paga.

Ciò non vuole attaccare nessuno, infatti non ho fatto nomi ne di persone ne di liste, ma ci tenevo a fare questa riflessione pubblicamente e con trasparenza.

Ricordi di 20 anni fa

E son passati 20 anni da quando, ancora bambino, fui richiamato a casa da un urlo (ancora funzionava cosí: i bambini non avevano il cellulare) di mia madre dai giardini. Si sentiva nell’aria paura del domani, non si sapeva cosa potesse succedere con quella (questa) guerra in corso tra Mafia e Stato. Come per il delitto Mori, Dalla Chiesa o Falcone, speravamo ed attendevamo la smentita.

Incantato davanti alla tv, poi, arrivarono le prime immagini. Inequivocabili. Quella via completamente sventrata, con le macchine irriconoscibili.

Un’altra vita spezzata. La vita di un cittadino che faceva del suo meglio a lavoro, di un magistrato che non guardava in faccia nessuno e non si fidava più neanche dei suoi amici. Voglio ricordarli sorridenti, con la sigaretta tra le dita, in quella foto che campeggia nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Voglio salutarli e ringraziarli, perché hanno sacrificato la loro vita per farci capire che possiamo, se vogliamo, modificare il mondo di cui facciamo parte migliorandolo, impegnandoci e non ignorando o fregandosene. Far finta di niente, lasciar perdere e far scorrere tutto convinti che tanto “a noi non possa toccare” é il comportamento che nutre tutte le mafie di questo mondo.


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Dieci ottimi motivi per non ricomprarsi un orologio

Buonasera a tutti,

è un po’ che non riscrivevo sul blog. E stasera vi strabilierò con un nuovo articolo.

Recentemente mi sono ricomprato, dopo circa un paio d’anni in cui vivevo senza, un orologio. Da poco, veramente da poco, ma per vedere che ore erano avevo deciso che andasse molto più che bene.

Volevo appuntarmi da qualche parte almeno dieci motivi per cui non me ne dovrò mai più ricomprare uno:

  1. Lo perdo nel giro di una settimana
  2. Lo perdo nel giro di una settimana
  3. Lo perdo nel giro di una settimana
  4. Lo perdo nel giro di una settimana
  5. Lo perdo nel giro di una settimana
  6. Lo perdo nel giro di una settimana
  7. Lo perdo nel giro di una settimana
  8. Lo perdo nel giro di una settimana
  9. Lo perdo nel giro di una settimana
  10. Lo perdo nel giro di una settimana

Vi saluto e, fra qualche giorno, cercherò di deliziarvi con qualche altro articolo.

Magari più serio.

Saluti,


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Rai per una notte

Ciao a tutti,

vi riscrivo dopo poco più di un mese dall’ultimo post con immenso piacere per raccontare di un evento che si terrà a Bologna domani (Giovedì 25 Marzo 2010).

La Fnsi ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.

Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio e la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.

Alcuni di questi sono: Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Milena Gabanelli, Sabina Guzzanti, Gad Lerner, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Filippo Rossi, Barbara Serra, Vauro e Antonello Venditti.

La Fnsi e l’Usigrai metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

Personalmente seguirò questo evento, e inviterei tutti quanti a farlo e di spargere la voce! Sharate qua sotto.

Grazie, come sempre, per l’attenzione,

Pensieri e parole su “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”

Buonasera a tutti,

ho appena finito di leggere un libro: L’agenda rossa di Paolo Borsellino edito da chiarelettere.

Questo libro narra in maniera cronologica e analitica tutti e 56 giorni dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D’Amelio. Sia dal punto di vista sociale che da quello politico, trasmette sensazioni ed emozioni stupenda nella corsa contro il tempo che il Magistrato Paolo Borsellino compie. Il libro mette in risalto la consapevolezza che il Magistrato aveva capito che “sarebbe toccato a lui”, fin dal primo giorno successivo alla strage di Capaci, che vide coinvolto il collega ed amico Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Questa consapevolezza e maturità lo portarono ad annotare le sue scoperte investigative, frutto soprattutto degli incontri con i pentiti che talvolta si fidavano solo di lui, i suoi dubbi, le sue perplessità sull’effettiva volontà dello Stato a “chiudere il cerchio” contro la mafia, su una agenda di colore rosso.

Questa agenda era, come sempre, dentro la sua borsa, ma è sparita subito dopo l’attentato che gli è costato la vita. Si vede in un video solo l’allora capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli portare via la borsa del Magistrato e, i primi di agosto di quest’anno, la Corte di Cassazione ha dichiarato che non «si può ritenere opera» di Arcangioli, che pure fu «tra i primi ad accorrere sul luogo» dell’attentato, «la sottrazione dall’interno della borsa» dell’agenda: circostanza «del tutto inverosimile se si considera lo spazio di tempo ristrettissimo a sua disposizione e il teatro del fatto in cui era convenuta tutta una folla di operatori di polizia». Quindi questa agenda rossa è sparita.

Fantastica la ricostruzione cronologica degli autori Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza a cui però vorrei dire che, magari, se avessero narrato un po’ di più, probabilmente la lettura sarebbe stata più piacevole. 🙂

Per il resto consiglio a tutti questo libro. Fa capire veramente come la mafia è accanto a noi negli atteggiamenti omertosi, nelle piccole cose e non ce ne rendiamo neanche conto.

Diego

Rinnovo Decreto Pisanu? No, grazie

Buonasera a tutti,

questo articolo mi è stato ispirato da un pezzo comparso su Il Fatto Quotidiano dello scorso 10 ottobre. Questo articolo cita un appello firmato da Sergio Maistrello lanciato su Apogeo On Line, riferito ad un decreto che dovrà essere rinnovato per l’ennesima volta a dicembre. Si tratta del decreto anti terrorismo soprannominato “Decreto Pisanu“.

Personalmente lo considero un freno a mano tirato per lo sviluppo della società di internet, della quale, magari, molti politici potrebbero avere anche un certo timore. Le informazioni viaggiano alla velocità della luce, in un secondo si può spargere la propria esclusiva a tutti. Esiste sempre un contradditorio, poiché Internet è un libro scritto da tutti, ognuno scrive la sua pagina. Non è come la televisione, è davvero libero. Se fosse libero anche il suo accesso, ciò potrebbe cambiare lo scenario dell’informazione nel nostro paese.

Non discuto il fatto che ai tempi in cui fu varato la situazione era assai differente, e questo decreto potesse risultare anche utile. Ma credo anche che sia arrivato il momento di demandare l’onere della tracciabilità ai provider di telefonia. Il problema potrebbe sussistere solo nei casi in cui chi, nella maggior parte dei casi associazioni, oltre alla rete, offre anche i computers per accedervi. Poiché in quel caso, se venisse commesso un reato, verrebbe rintracciata l’associazione che ha offerto il servizio. In quel caso potrebbe essere previsto la stessa limitazione, ma solo a livello volontario. Nel caso in cui non vengano richiesti i documenti per l’accesso, la responsabilità sarà dell’associazione.

Comunque, vi rimando all’Articolo sopra citato: eccolo qui.

Saluti,

Diego

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