Ricordi di 20 anni fa

E son passati 20 anni da quando, ancora bambino, fui richiamato a casa da un urlo (ancora funzionava cosí: i bambini non avevano il cellulare) di mia madre dai giardini. Si sentiva nell’aria paura del domani, non si sapeva cosa potesse succedere con quella (questa) guerra in corso tra Mafia e Stato. Come per il delitto Mori, Dalla Chiesa o Falcone, speravamo ed attendevamo la smentita.

Incantato davanti alla tv, poi, arrivarono le prime immagini. Inequivocabili. Quella via completamente sventrata, con le macchine irriconoscibili.

Un’altra vita spezzata. La vita di un cittadino che faceva del suo meglio a lavoro, di un magistrato che non guardava in faccia nessuno e non si fidava più neanche dei suoi amici. Voglio ricordarli sorridenti, con la sigaretta tra le dita, in quella foto che campeggia nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Voglio salutarli e ringraziarli, perché hanno sacrificato la loro vita per farci capire che possiamo, se vogliamo, modificare il mondo di cui facciamo parte migliorandolo, impegnandoci e non ignorando o fregandosene. Far finta di niente, lasciar perdere e far scorrere tutto convinti che tanto “a noi non possa toccare” é il comportamento che nutre tutte le mafie di questo mondo.


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