Caro candidato

Ciao a tutti,

voglio scrivere di una consueta iniziativa dell’Associazione per il Software Libero in vista delle prossime elezioni, intitolata “Caro Candidato”.

Si tratta di una forma di “contratto” tra il candidato e l’elettore nel quale il primo si impegna a promuovere lo sviluppo, l’uso e la diffusione del software libero nel caso in cui venisse eletto.

Fate circolare la notizia, proponete di diffonderla ai vostri vicini di casa, alle associazioni cui fate parte e chiunque possa essere interessato al mondo dell’Open Source. Oggettivi e documentati sono ormai i benefici che questo può portare se utilizzato e condiviso.

vota per il software libero! (banner)

Ciao a tutti e grazie per la certa collaborazione,

condividete su facebook, twitter e/o qualsiasi altro social network!!! 🙂

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Berlinguer ti voglio bene

Buonasera a tutti,

torno a scrivere dopo molto tempo per raccontarvi le mie impressioni riguardo questo film che ho visto oggi. E’ un film girato nel 1977 (regia di Giuseppe Bertolucci), in soli 28 giorni! Sono presenti interpreti geniali ed illustri quanto acerbi (che non è assolutamente un difetto) allora come Roberto Benigni e Carlo Monni. Il film è stato completamente girato a Prato, in particolare nelle frazioni di Vergaio (paese natale di Roberto Benigni), Iolo, Galciana e Mezzana.

Di genere comico politico, il film racconta perfettamente la situazione socio economica di allora. Per questo unico termine che considero adatto per identificarlo è volgare, nel vero senso etimologico della parola. Adatto esclusivamente ad un pubblico adulto (ricorrono frequentemente bestemmie e parole non consone al “buon costume“).

Protagonista principale del film è Mario Cioni: un giovane ragazzo di periferia, con difficoltà sulla sfera sessuale, molto probabilmente a causa delle conseguenti difficoltà psicologiche provocate dalla prematura scomparsa della figura paterna, alla continua scorribanda con gli amici a girovagare per la città.

Quando finalmente riesce in un (spiritosissimo) approccio con una procace bionda in una sala da ballo, viene travolto da uno scherzo poco carino degli amici: lo fanno correre a casa facendo giungere la notizia alla balera che la mamma è morta. Qui inizia un monologo fantastico del Benigni. Vorrei riportare alcune frasi:

Morta. Morta la mamma. Io sono vivo, io sono il figliolo vivo di una mamma morta. Dove sarà andata? Inferno, purgatorio, paradiso, uno due x. Bestemmio l’inferno, te tu bestemmi e i’ diavolo gode, bestemmio io e dio s’incazza. Te sotto terra e i’ diavolo ragiona, e io sotto i’ ponte e dio zitto. Silenzio. Silenzio no, dio non non discute. Te all’inferno co co’ i’ caldo de’ diavolo e io co’ i’ freddo de’ dio. Ora, paradiso uno uno sta tutta la vita tutta la vita senza tirassi seghe pe pe andare in paradiso, poi tu mori tu ci vai, dice oh ora mi potrò fare du du’ o tre seghe in pace, son morto dalla voglia, arriva iddio magari dice alt! vietato! seghe ci si tirano all’inferno! No allora scusa allora, allora ho sbagliato, no io volevo, son venuto qui pe’… sbagliato, son morto. Dalla mamma, bada qui me mi tiro, ora mi tiro 700 seghe, prima di morire poi vo all’inferno gli dico a i’ diavolo, guarda ier sera prima di morire mi tirai 700 seghe. Dice bravo, pe’ premio ti fo un pompino, godi. tzè, e’ gode. Ci vo davvero. Via. Ai’ mmeno vo dalla mamma. Ora parto, comincio. Ai’ mmeno vo dalla mamma, dio bono, tanto che m’importa. Via con la prima sega, capito?

Grande genialità anche da parte di Carlo Monni, a cui vorrei porgere un tributo pubblicando questo video:

Ciao a tutti, alla prossima.

Diego

P.S. grazie a tutti, oggi il blog ha raggiunto e superato quota 1.000 visite… 🙂