Pensieri e parole su “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”

Buonasera a tutti,

ho appena finito di leggere un libro: L’agenda rossa di Paolo Borsellino edito da chiarelettere.

Questo libro narra in maniera cronologica e analitica tutti e 56 giorni dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D’Amelio. Sia dal punto di vista sociale che da quello politico, trasmette sensazioni ed emozioni stupenda nella corsa contro il tempo che il Magistrato Paolo Borsellino compie. Il libro mette in risalto la consapevolezza che il Magistrato aveva capito che “sarebbe toccato a lui”, fin dal primo giorno successivo alla strage di Capaci, che vide coinvolto il collega ed amico Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Questa consapevolezza e maturità lo portarono ad annotare le sue scoperte investigative, frutto soprattutto degli incontri con i pentiti che talvolta si fidavano solo di lui, i suoi dubbi, le sue perplessità sull’effettiva volontà dello Stato a “chiudere il cerchio” contro la mafia, su una agenda di colore rosso.

Questa agenda era, come sempre, dentro la sua borsa, ma è sparita subito dopo l’attentato che gli è costato la vita. Si vede in un video solo l’allora capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli portare via la borsa del Magistrato e, i primi di agosto di quest’anno, la Corte di Cassazione ha dichiarato che non «si può ritenere opera» di Arcangioli, che pure fu «tra i primi ad accorrere sul luogo» dell’attentato, «la sottrazione dall’interno della borsa» dell’agenda: circostanza «del tutto inverosimile se si considera lo spazio di tempo ristrettissimo a sua disposizione e il teatro del fatto in cui era convenuta tutta una folla di operatori di polizia». Quindi questa agenda rossa è sparita.

Fantastica la ricostruzione cronologica degli autori Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza a cui però vorrei dire che, magari, se avessero narrato un po’ di più, probabilmente la lettura sarebbe stata più piacevole. 🙂

Per il resto consiglio a tutti questo libro. Fa capire veramente come la mafia è accanto a noi negli atteggiamenti omertosi, nelle piccole cose e non ce ne rendiamo neanche conto.

Diego

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2 Risposte to “Pensieri e parole su “L’agenda rossa di Paolo Borsellino””

  1. Lorenzo Says:

    nel libro si parla del “papello” ? Si parla di quando ritornò ad interrogare un pentito in carcere dopo essere stato da (credo) Mancino e lo stesso pentito lo vide sconvolto in viso, come se avesse scoperto qualcosa di terrificante ? Si parla dei mandanti esterni della strage ?

    • Diego Cinelli Says:

      Non parla direttamente di papello, parla di quando lascio un interrogatorio per andare al ministero (con Mancino appena insediato, ma non si sa se lo ha incontrato), e non parla dei mandanti esterni… Non era ancora saltato fuori Ciancimino jr. all’epoca e il libro finisce appena espletata la strage di Via D’Amelio.

      In compenso, sono sottolineate molto bene alcune situazione (spostamento di ruolo, di competenza, d’ufficio, di colleghi) inspiegabili ai danni di Paolo Borsellino.


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