PostgreSQL compilato sul mio Mac OS X

Buonasera a tutti,

stasera scriverò di come sono riuscito a compilare PostgreSQL 8.4.2 sul mio Mac.

Non è stata una “impresa” molto semplice. Tutte le guide che ho trovato su internet a giro mi davano problemi con librerie C o con roba non molto semplice da capire al volo. Fino a che non ho trovato una guida sul sito della apple che mi ha risolto tutti i problemi.

Chiaramente ho effettuato alcune modifiche alle istruzioni che mi diceva di eseguire per personalizzarmi l’installazione, ma vi spiego tutto qui di seguito.

Per prima cosa necessitiamo di installare Fink: un progetto molto utile, che ci aiuta a compilare progetti ideati per sistemi Unix su Mac OS X. Basta seguire (ma prima è necessario studiarsele un pochino) sul sito ufficiale. Prima di installare Fink, assicurarsi che la versione che stiamo per installare sia compatibile per il nostro Mac.

Una volta installato Fink, dobbiamo installare readline, che ci serve per proseguire con l’installazione.

Mi sono preparato il tar.gz dei file sorgenti di PostgreSQL della versione che ho preferito (8.4.2, attualmente l’ultima) dal sito ufficiale della comunità di PostgreSQL e l’ho messo sotto /usr/local/src.

Adesso si può procedere con l’installazione vera e propria.

MacBook-di-Diego:~ diegocinelli$ cd /usr/local/src
MacBook-di-Diego:~ diegocinelli$ sudo sh
Password:
sh-3.2# mkdir postgres
sh-3.2# cd postgres
sh-3.2# cp ~/Downloads/postgresql-8.4.2.tar.gz .
sh-3.2# tar -xzvf postgresql-8.4.2.tar.gz
sh-3.2# cd postgresql-8.4.2

adesso siamo dentro ai file sorgenti di PostgreSQL: compiliamoli.

sh-3.2#
./configure --with-includes=/sw/include/ --with-libraries=/sw/lib
sh-3.2# make
sh-3.2# make install

Adesso (se tutto è andato bene) PostgreSQL. Ci manca da creare l’utente per il database e inizializzare il primo db.

L’utente è facilmente creabile da Preferenze di Sistema, selezionando Account e poi Nuoto Utente. Dopo aver inserito le informazioni richiesteci, clicchiamo su Salva.

Creazione di un utente postgres

Bene, adesso inizializziamo il database.

A differenza della guida ufficiale dal sito della apple, ho inizializzato la directory PGDATA specificando l’encoding a UTF-8. Quello di default è SQL_ASCII (personalmente uso sempre utf-8 e mi ci trovo benissimo).

Costruiamo al directory PGDATA:

sh-3.2# mkdir /usr/local/pgsql/data
sh-3.2# chown postgres /usr/local/pgsql/data

accediamo come utente postgres
sh-3.2# su -l postgres

Adesso finalmente inizializziamo la directory PGDATA:

MacBook-di-Diego:~ postgres$ /usr/local/pgsql/bin/initdb -D /usr/local/pgsql/data -E=UTF8 --locale=it_IT.UTF-8

Adesso (e tutte le volte che vorrete) che è tutto pronto, connettiamo al db con psql in questo modo.

Fai login come postgresql se non lo hai fatto ancora.
su -l postgresql

Digli dove sono i comandi (mettilo nel class path)
export PATH=$PATH:/usr/local/pgsql/bin

Fai partire il server (loggato come postgresql)

pg_ctl start -D /usr/local/pgsql/data/

Connettiti.
psql

Adesso sei connesso come proprietario del DB. Puoi creare database, schemi e farne tutto quello che vuoi. Buon divertimento.

Ciao,
Diego

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I pirati di Silicon Valley

Non voglio che pensiate sia solo un film, un processo di conversione di elettroni, e impulsi magnetici in forme, figure e suoni: no. E’ ben altro. Siamo qui per cambiare l’universo: altrimenti perché saremo qui? Stiamo creando una coscienza completamente nuova: come fanno gli artisti o i poeti. Così dovete vedere la cosa: noi stiamo riscrivendo la storia del pensiero umano.

Ciao a tutti,

E’ con questa introduzione che inizia questo film. Può sembrare un discorso fatto da una persona piena di se, che crede di essere chissà chi. Invece, vedendo il film si capisce bene che è l’intera filosofia che uno dei due protagonisti principali incarna nel suo personaggio.

Questo film, “I pirati di Silicon Valley”, parla delle vite intrecciate di Steve Jobs, fondatore della Apple, e Bill Gates, fondatore della Microsoft. In una ora e mezzo circa riesce a mostrare da dove è partita l’era dei Personal Computers. Da dove sono partiti questi due personaggi, come sono riusciti a fare strade per raggiungere il successo, e quali scorrettezze talvota hanno usato o cercato di usare.

Un film molto ben narrato, con tratti narrativi molto lunghi, che aiutano lo spettatore a capire meglio la storia. Molto emozionante il momento in cui Bill Gates propone all’IBM il sistema operativo DOS, che segna una svolta anche per i giorni nostri.

Anche se un film un po’ vecchio, e la fine è un po’ affrettata, il film mi è piaciuto e tutto sommato mi ha soddisfatto.

Ciao a tutti, alla prossima… 🙂

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Pensieri e parole su “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”

Buonasera a tutti,

ho appena finito di leggere un libro: L’agenda rossa di Paolo Borsellino edito da chiarelettere.

Questo libro narra in maniera cronologica e analitica tutti e 56 giorni dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D’Amelio. Sia dal punto di vista sociale che da quello politico, trasmette sensazioni ed emozioni stupenda nella corsa contro il tempo che il Magistrato Paolo Borsellino compie. Il libro mette in risalto la consapevolezza che il Magistrato aveva capito che “sarebbe toccato a lui”, fin dal primo giorno successivo alla strage di Capaci, che vide coinvolto il collega ed amico Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Questa consapevolezza e maturità lo portarono ad annotare le sue scoperte investigative, frutto soprattutto degli incontri con i pentiti che talvolta si fidavano solo di lui, i suoi dubbi, le sue perplessità sull’effettiva volontà dello Stato a “chiudere il cerchio” contro la mafia, su una agenda di colore rosso.

Questa agenda era, come sempre, dentro la sua borsa, ma è sparita subito dopo l’attentato che gli è costato la vita. Si vede in un video solo l’allora capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli portare via la borsa del Magistrato e, i primi di agosto di quest’anno, la Corte di Cassazione ha dichiarato che non «si può ritenere opera» di Arcangioli, che pure fu «tra i primi ad accorrere sul luogo» dell’attentato, «la sottrazione dall’interno della borsa» dell’agenda: circostanza «del tutto inverosimile se si considera lo spazio di tempo ristrettissimo a sua disposizione e il teatro del fatto in cui era convenuta tutta una folla di operatori di polizia». Quindi questa agenda rossa è sparita.

Fantastica la ricostruzione cronologica degli autori Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza a cui però vorrei dire che, magari, se avessero narrato un po’ di più, probabilmente la lettura sarebbe stata più piacevole. 🙂

Per il resto consiglio a tutti questo libro. Fa capire veramente come la mafia è accanto a noi negli atteggiamenti omertosi, nelle piccole cose e non ce ne rendiamo neanche conto.

Diego