Rinnovo Decreto Pisanu? No, grazie

Buonasera a tutti,

questo articolo mi è stato ispirato da un pezzo comparso su Il Fatto Quotidiano dello scorso 10 ottobre. Questo articolo cita un appello firmato da Sergio Maistrello lanciato su Apogeo On Line, riferito ad un decreto che dovrà essere rinnovato per l’ennesima volta a dicembre. Si tratta del decreto anti terrorismo soprannominato “Decreto Pisanu“.

Personalmente lo considero un freno a mano tirato per lo sviluppo della società di internet, della quale, magari, molti politici potrebbero avere anche un certo timore. Le informazioni viaggiano alla velocità della luce, in un secondo si può spargere la propria esclusiva a tutti. Esiste sempre un contradditorio, poiché Internet è un libro scritto da tutti, ognuno scrive la sua pagina. Non è come la televisione, è davvero libero. Se fosse libero anche il suo accesso, ciò potrebbe cambiare lo scenario dell’informazione nel nostro paese.

Non discuto il fatto che ai tempi in cui fu varato la situazione era assai differente, e questo decreto potesse risultare anche utile. Ma credo anche che sia arrivato il momento di demandare l’onere della tracciabilità ai provider di telefonia. Il problema potrebbe sussistere solo nei casi in cui chi, nella maggior parte dei casi associazioni, oltre alla rete, offre anche i computers per accedervi. Poiché in quel caso, se venisse commesso un reato, verrebbe rintracciata l’associazione che ha offerto il servizio. In quel caso potrebbe essere previsto la stessa limitazione, ma solo a livello volontario. Nel caso in cui non vengano richiesti i documenti per l’accesso, la responsabilità sarà dell’associazione.

Comunque, vi rimando all’Articolo sopra citato: eccolo qui.

Saluti,

Diego

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L’Italia sta cambiando, speriamo in meglio.

Buona sera,

ce ne sarebbero di pensieri da scrivere, potrei fare un articolo lunghissimo, ma cercherò di andare sinteticamente in ordine, trattando un argomento per volta e, come sempre, rimandandovi a editorialisti che approfondiscono più di me.

Non molti giorni fa è passata la legge per cui, chiunque abbia portato illegalmente capitale all’estero (evadendo quindi il fisco italiano) può riportarlo in Italia pagando appena il 5% di “tassa”. Oltre al fatto grave in se per se, si conserva l’anonimicità dell’operante (la Banca non è tenuta a comunicarne l’identità) e non è prevista alcuna misura cautelativa nei confronti del riciclaggio di denaro provente da illeciti. Questa legge è stata firmata subito dal Presidente della Repubblica Napolitano, che ha preferito non avvalersi ne della possibilità di non firmare una legge (gli è consentito solo una volta) e di rimandarla alle Camere del Parlamento, ne di sentire in forma preventiva la Corte Costituzionale. Inutili i tentativi di raccolta firme da parte de ‘Il Fatto Quotidiano‘.

Da notare che questa legge non sarebbe passata se ci fosse stata la presenza dei parlamentari di opposizione che avrebbero dovuto ottemperare al loro dovere. E’ partita così una campagna di critica nei confronti di questi, per maggiori info:

Il 5 ottobre appena scorso, una sentenza in primo grado, dichiara che la holding della famiglia Berlusconi deve pagare 750 mln in quanto il premier era corresponsabile di un atto di corruzione nel caso Mondadori. (fonte).

Oltre le critiche, il Presidente del Consiglio dichiara che andrà avanti.

Ieri il lodo alfano (erroneamente chiamato così, poiché il lodo prevede un accordo tra le parti) è stato per fortuna bocciato dalla Corte Costituzionale dopo quasi 2 giorni di discussioni cogliendo l’occasione di confermare che tutti sono uguali davanti alla legge (art. 3) e che una legge del genere andasse approvata a livello costituzionale (secondo l’art. 138). Subito il via alle critiche da parte della maggioranza, chiamando al ‘golpe’, quando invece questa sentenza non implica niente nella legittimità del governo eletto dagli italiani, e nominando più volte il Presidente della Repubblica in causa.

Oltre le critiche, il Presidente del Consiglio dichiara che andrà avanti.

Fantastico questo video: da vedere.

Infatti è già in discussione un ddl del Consiglio dei Ministri che toglie il valore di prova alle sentenze passate in giudicato, non portandolo quindi al tavolo degli imputati in occasione della sentenza Mills, che lo tirerebbe in ballo. Ma non voleva andare di persona al suo processo a provare la sua innocenza? Mah… (fonte).

Sabato scorso, 3 ottobre, si è svolta a Roma la manifestazione per ribadire la volontà e la necessità intellettuale di una stampa libera. Di questo i giornali e i telegiornali hanno preferito non parlare molto. In compenso, il cda del tg1 si ribella contro Minzolin poiché, in un editoriale solitario, butta giudizi sulla manifestazione e critica chi vi ha partecipato. Con questa “ribellione” si tenta di riportare in una situazione di imparzialità il telegiornale nazionale per definizione, che dovrebbe essere di tutti, anche di chi ha partecipato a quella manifestazione. Finalmente qualcuno parla.

Insomma… in una settimana è cambiata l’Italia e la maggior parte della gente non se ne sta accorgendo neanche.

Buona serata (con annozero),

Diego

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Lo scudo fiscale, Presidente non firmi

Buonasera a tutti,

scrivo questo articolo molto celermente poichè, visto che il 3 ottobre il Presidente Napolitano dovrà decidere se firmare o meno la legge che consente a chi ha evaso le tasse italiane portando capitale all’estero di poter riportare in Italia lo stesso pagando solamente il 5% di tasse e spese – volgarmente chiamato “scudo fiscale”, la raccolta firme indetta da Il Fatto Quotidiano terminerà a momenti per essere inviate domattina al Quirinale.

Anonimità, copertura da parte dello Stato, impunità permanente, nessuna norma antiriclaggio le principali caratteristiche, la considero personalmente una legge che tira uno schiaffo a chi ha pagato fino ad oggi regolarmente le tasse e un favoreggiamente a chi ha evaso fino ad oggi.

Quindi, se anche tu voi siete contro questa legge immorale, firmate l’appello. Il Presidente Napolitano è la nostra ultima speranza.

Grazie a tutti,

Diego