Ci vorrebbero più persone così

Buonasera,

vi scrivo inusualmente di sera, poiché mi sono appena commosso nel vedere un video su facebook che trattava di mafia ed antimafia. Giuseppe Gatì, Dott. Antonino Caponnetto, Giorgio Ambrosoli e immancabilmente Paolo Borsellino (a 17 anni e 1 giorno dalla sua morte nella strage di Via d’Amelio) e Giovanni Falcone.

Vi lascio con alcune frasi di Paolo Borsellino proprio nei giorni che intercorrevano dalla strage di Capaci, dove morì Giovanni Falcone il 23 maggio 1992, e la sua morte il 17 luglio 1992:

  • Siamo uomini morti che camminano.
  • Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.
  • Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio, o si fanno la guerra o si mettono d’accordo (ndr adesso non si stanno facendo la guerra).
  • Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.
  • Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

Saluti,

Diego

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V per Vendetta: il film.

Buongiorno,

che strano. Ho iniziato questo articolo con il buongiorno e lo finirò con la buonanotte. Che strano… 🙂

Ho appena finito di vedere un film, anzi, il film. E’ uno dei film più belli in assoluto che io abbia mai visto, non tanto per gli effetti speciali o per la storia, per il senso che riesce a racchiudere. Amore, sentimento, passione, voglia di cambiamento, rivoluzione, vendetta, coraggio e paura… Detto così affrettatamente, pare quasi sia la lista della spesa.

Un film dove si può trovare tutto e il contrario di tutto: V per Vendetta.

Ambientato in un prossimo futuro, narra la storia della Gran Bretagna governata da un partito totalitario che preclude, come ogni totalitarismo che sia degno di tale nome, mezzi di comunicazione e inscena falsità ed omissioni per accaparrarsi la fiducia delle persone. Nonostante possano usare la forza, infatti, anche in questi casi il governo ha paura del proprio popolo. Come diceva Hugo Weaving:”La gente non dovrebbe avere paura del suo governo. Il governo dovrebbe avere paura della gente”. Provocano una epidemia mostruosa, che causa migliaia e migliaia di morti, avendone la cura ed il vaccino dentro il cassetto: opportunamente tirata fuori dopo essere stati eletti al capo dello stato.

In un centro (paragonabile ad un lager o campo di concentramento) dove questo partito trovava la malattia e le cure, un incidente causò gravi ferite ed ustioni a un prigioniero. Questo prigioniero sarà il protagonista di tutto il film: V.

V perde nell’incidente anche la sua compagna, che stava nella cella accanto. Viene a sapere ciò poichè la compagna di cella scrive, per la necessità di confidarsi con qualcuno, la propria biografia su un pezzo di carta fortunoso e glielo consegna di volta in volta attraverso una fessura nel muro: potete immaginare che agonia… Comprensibilmente in cerca di vendetta, V, architetta un piano. In realtà la costruzione e realizzazione del piano dura 20 anni, come si evince alla fine del film, ma viene narrato solo l’ultimo anno.

I restanti particolari (e sono molti, ahimè) ve li lascio alla visualizzazione del film.

Buonanotte,

Diego

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Nottata in bianco

Buon pomeriggio,

stanotte mi accorgevo di aver fatto tardi davanti al pc mentre sentivo cinguettare gli uccellini fuori, in fronte ai primi raggi del sole che saliva. Erano le 5:20 ormai, minuto più minuto meno; ma nonostante ciò ho avuto il coraggio di dirmi:”dai, ormai finisco questo video su youtube e poi vado a letto”. Non ho visto l’ora precisa quando ho chiuso gli occhi, ma ormai la convinzione che aver fatto la notte completamente in bianco mi avrebbe giovato, in confronto allo stato in cui mi ritrovo oggi.

Approposito: la notte bianca.

L’8 Luglio a.s. c’è stato un evento soprannominato “Notte bianca contro la legge bavaglio“: è da lì che ho iniziato a vedere video, a leggere, ad informarmi.

Ho visto molti video e letti molti articoli. Ma mi sono rimasti impressi in particolar modo il racconto della vita di Giorgio Ambrosoli e l’intervista di Enrico Berlinguer rilasciata a La Repubblica nel 1981 con al suo centro, fondamentale, la questione morale.

Invito a fare queste letture e visualizzazioni un po’ a tutti. Male non fanno, a prescindere dalla “parte” politica in cui si sta, o cosa si pensi. Questo a confermare che a me non piace di default fare politica. A me piace pensare. E continuerò a farlo.

Mancano. Mancano personaggi politici di un certo spessore. Credo che con la morte di Berlinguer, davvero, ci sia stato un vuoto che si protrae fino ad oggi. Ma non da una parte o dall’altra. Un vuoto totale. Non ci sono stati personaggi capaci di relazionarsi adeguatamente con la società che evolveva, sia nei modi, negli stili di vita, sia nelle necessità.

Berlinguer muore nel 1984. Basta vedere l’andamento del debito pubblico dal 1982/83, l’andamento virtuoso che si è instaurato da allora. Il debito genera, con i suoi interessi, altro debito. Per la precisione sotto il governo Craxi (1983-1987) il debito pubblico passò da 400 mila miliardi di lire a 1 milione di miliardi di lire e il rapporto debito pubblico/pil dal 70 al 92 per cento. Nel 1983 diventa presidente del Consiglio Craxi. Adesso, c’è chi lo rinnega, lo loda e lo porta come esempio, dimenticandosi che è morto come latitante. C’è chi invita a nominargli strade e piazze e chi lo fa. Finisce la sua legislatura nel 1987 – con una riorganizzazione del Governo nel 1986. Da allora lo scandalo P2, mani pulite, le dimissioni da Il Giornale di Montanelli e chissà quante altre cose.

A voi le ulteriori riflessioni, io ho raccontato solo che ho fatto ieri sera. 🙂

Diego

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Traduzione postgresql

Buonasera a tutti,

da qualche giorno ormai l’associazione di cui faccio parte (ITPUG) si è organizzata per tradurre i progetti postgresql, partendo dai progetti più piccoli, con punto di riferimento il progetto internazionale di traduzione (Babel Project). Il passo più importante secondo me è stato comunque effettuato: la creazione di un gruppo di lavoro che, coordinato e ben motivato, lavora parallelamente al raggiungimento di un obiettivo. Il gruppo di lavoro è composto da 9 persone, che sono, in ordine alfabetico:

* Cosimo D’Arcangelo
* Diego Cinelli
* Emanuele Zamprogno
* Flavio Spada
* Gabriele Bartolini
* Gianni Ciolli
* Maurizio Totti
* Marco Nenciarini
* Salvatore Nicolosi
* Vincenzo Romano

L’attività di traduzione la ritengo personalmente tra le più importanti per chi intende promulgare PostgreSQL, se non la più importante. Non è raro trovare infatti tra le cause della mancata divulgazione di questo database opensource, che niente ha da invidiare a livello enterprise agli altri database sul mercato: basti pensare che Skype ci memorizza tutti i milioni di milioni di utenti che ha registrati, e, non so se vi è mai capitato di cambiare la password di accesso dal sito Skype, funziona che è una bellezza…

Ancora più incitante è il modo in cui è stato intrapreso il lavoro in questi primi 2 giorni. Sono stati praticamente tradotti tutti i progetti minori e ne sono già stati revisionati alcuni. Sono rimasto altresì stupito e meravigliato in senso positivo per la celerità con cui l’associazione si è mossa.

Adesso il lavoro inizia a farsi denso, e, auguriamoci tutti quanti un buon lavoro. 🙂

Diego

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